Tortura

Flusso di pensieri polemico sulle amicizie lontane, soprattutto quelle separate alla nascita (!) 
Pensato per leggersi di notte, tristi, preferibilmente ascoltando “The Wild Mountain Thyme” di Joan Baez.

Non mi importa non mi interessa sapere che è una fortuna incontrare persone viaggiando facendo esperienze per uno tre sei mesi che bello incontri così tanta gente è una grande ricchezza stringere rapporti con così tante persone avere così tanti amici sparsi in giro per il mondo! No non lo è che tortura è trovare qualcuno realizzare in pochissimo tempo – wow! – che potreste davvero esserlo amici davvero quella cosa vera non quella finta del vedersi tanto per passare del tempo sociale che da DNA senti di dover smaltire in qualche modo no non quello la cosa vera la vera scintilla quella fulminazione di avere incontrato un altro essere umano esservi presi per mano per passeggiare insieme nei vostri mondi interiori e poi lasciarvi.

se questa è una fortuna per favore qualcuno la chiami anche col suo altro nome è una tortura una tortura fortunata una fortuna torturata – che follia! Anche nelle amicizie ci si innamora assolutamente ci si innamora in quel modo specifico l’innamoramento dell’amicizia – che non è quello dell’amore romantico è quello proprio dell’amicizia e lasciare un amico appena trovato è rompere un innamoramento. separare due amici appena scoperti è separare due persone appena innamorate.

Che stanchezza che spreco che cosa fai dopo che ti sei trovato e ti devi separare? Niente. Non si può fare come nell’amore romantico tenendosi insieme con la fatica della speranza di ritrovarsi per sempre non lo puoi fare con decine di persone non puoi portargli la tua quotidianità per telefono senza uno sguardo senza una risata (vera!) un abbraccio non possono portarti la loro non puoi dirgli mi finisci di raccontare domani? Ci prendiamo un gelato? Ti va bene questa panchina? Non puoi fare niente – tutto quello che puoi fare è solo alimentare la frustrazione del non potere, non sentire, non toccare. Non c’è sensazione più crudele del trovarsi distesa sul prato di un parco con un’amica appena scoperta e nel bel mezzo di una confidenza realizzare che tra una settimana non la vedrai più. A una serata ritrovarsi abbracciati a cantare fino a consumare la voce guardarsi al ritornello per scoprire negli occhi dell’altro la stessa divorante malinconia appiccicosa melensa dolcissima impossibile da scollare dalle palpebre del sapere che domani ognuno prende un treno un aereo per destinazioni diverse.

Chi trova un amico trova …

Un tesoro? Un tesoro vuol dire che lo devo custodire che è mio perché l’ho trovato che sono felice che devo fare attenzione un amico vuol dire un tesoro vuol dire che mi piaci ti piaccio che anche io sono un tesoro per te allora anche tu devi stare attento anche tu devi custodirmi anche tu hai avuto questa grande fortuna di trovarmi!

E allora? Come devi andare? Come io parto domani? Che vuol dire un altro continente? In che senso dici spero ci vedremo di nuovo? Non ho capito … Chi trova un amico … Aspetta un attimo ancora non capisco non … E domani? Non ci vediamo domani? Non mangiamo insieme non parliamo di quello che stai leggendo? Che cosa ho trovato? Un amico? Un tesoro? Com’è possibile trovare un tesoro e lasciarlo dov’è lasciarlo andare? Come si fa quando non c’è alternativa?
Non voglio sentire niente non voglio sapere che puoi fare questo puoi cercare di, puoi vederla in questo modo … sono anni mi cresce solo un vuoto dentro. Nutrito espanso sempre di più per ogni persona che non ho accanto a me.

“La mia costellazione di affetti” – che triste concetto la costellazione, ogni stella è sola non si toccano, l’unico modo per pensarle insieme parte dello stesso disegno dello stesso senso è uno sguardo lontanissimo che non le riguarda affatto che non ha niente da dire a loro uno sguardo che non può rassegnarsi a pensarle completamente estranee le une alle altre. completamente sole. lontane anni luce. 

E se non ci parliamo, se non ci vediamo che importa pensare che vivi solo a qualche ora da me o a migliaia di chilometri? Che posso fare un viaggio un giorno e rivederti che posso raggiungerti? come le stelle sembriamo alla vista vicini anche se siamo anni luce distanti. Che consolazione è se il giovedì non prenderemo mai qualcosa da bere insieme prima di andare a vedere un film che commenteremo durante una lunga passeggiata nella notte della città senza meta fino a renderci conto che è tardi e dobbiamo cercare l’ingresso della metro. 

Che cosa me ne faccio di questo tesoro rubato? 

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